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Spese per la badante nel 730/2026: quando diventano totalmente deducibili

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione potrebbe cambiare il modo in cui vengono gestite le spese per badanti e assistenza familiare nella dichiarazione dei redditi. Il tema riguarda in particolare le persone con disabilità grave riconosciuta ai sensi della Legge 104/1992 e i caregiver che sostengono economicamente i costi dell’assistenza.

Secondo quanto chiarito dalla Cassazione con l’ordinanza n. 449/2025, infatti, le spese sostenute per una badante potrebbero essere integralmente deducibili dal reddito e non soltanto detraibili al 19%, come avviene oggi nella maggior parte dei casi.

Cosa cambia per chi assiste una persona disabile grave

La questione nasce da un dubbio sempre più frequente tra le famiglie che assistono anziani non autosufficienti o persone con disabilità grave.

Fino ad oggi, le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate prevedono principalmente due possibilità:

– detrazione IRPEF del 19% per le spese di assistenza personale;
– deduzione limitata ai casi di assistenza specifica svolta da personale qualificato sanitario o socio-assistenziale.

La Corte di Cassazione, però, ha introdotto un principio molto importante: ciò che conta non è il titolo professionale della persona che presta assistenza, ma la finalità dell’assistenza stessa e la condizione della persona assistita.

In pratica, anche una badante assunta con livello CS del contratto domestico può rientrare tra le spese integralmente deducibili, se assiste una persona con handicap grave riconosciuto ai sensi dell’articolo 3 comma 3 della Legge 104.

I requisiti necessari

Per poter beneficiare della deduzione integrale delle spese, devono essere presenti alcune condizioni precise:

– la persona assistita deve avere il riconoscimento di handicap grave ai sensi della Legge 104/1992;
– le spese devono essere documentate con buste paga, contributi e pagamenti tracciabili;
– l’assistenza deve essere continuativa e collegata alle esigenze della disabilità grave permanente.

Il problema del 730/2026

Nonostante la sentenza della Cassazione, l’Agenzia delle Entrate non ha ancora aggiornato ufficialmente le istruzioni del Modello 730/2026.

Questo significa che:

– molti CAF attualmente non consentono l’inserimento automatico della deduzione totale;
– i software di compilazione potrebbero non prevedere ancora questa opzione;
– chi decide di applicare comunque il principio espresso dalla Cassazione potrebbe esporsi a possibili controlli fiscali.

Secondo gli esperti, la deduzione potrebbe essere inserita manualmente nel rigo E25 del 730, dedicato agli oneri deducibili previsti dall’articolo 10 del TUIR.

Attenzione ai controlli fiscali

Ad oggi non esiste ancora una circolare ufficiale dell’Agenzia delle Entrate che recepisca pienamente l’orientamento della Cassazione. Per questo motivo, chi sceglie di richiedere la deduzione totale deve sapere che:

– l’Agenzia potrebbe contestare la deduzione in sede di controllo formale;
– l’eventuale difesa si baserebbe proprio sull’ordinanza n. 449/2025 della Cassazione;
– ogni situazione potrebbe essere valutata singolarmente.

Possibile dichiarazione integrativa

Se in futuro l’Agenzia delle Entrate dovesse adeguarsi ufficialmente alla sentenza della Cassazione, chi ha già presentato il 730 senza inserire la deduzione integrale potrà presentare una dichiarazione integrativa a proprio favore.

La correzione non sarà automatica: sarà il contribuente a dover presentare la richiesta.

La differenza tra detrazione e deduzione

Molte famiglie fanno confusione tra detrazione e deduzione fiscale.

La detrazione riduce l’imposta da pagare, mentre la deduzione abbassa direttamente il reddito imponibile. Questo significa che una deduzione integrale può avere un impatto economico molto più importante rispetto alla semplice detrazione del 19%.

Un tema importante per caregiver e famiglie

Questa novità potrebbe rappresentare un cambiamento significativo per migliaia di famiglie italiane che sostengono costi elevati per l’assistenza domiciliare di anziani fragili o persone con disabilità grave.

In attesa di eventuali chiarimenti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, è consigliabile confrontarsi con un commercialista o un CAF esperto prima di procedere con la compilazione della dichiarazione dei redditi.

Fonte: PMI.it

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